LETTURE PERSONALI DEI TAROCCHI IN LIBRERIA
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COSA SONO I TAROCCHI?
I Tarocchi sono icone, simboli, archetipi che condividono la natura delle immagini sacre, quelle di santi, Madonne e idoli vari. Immagini che vengono definite “Arcani”, distinti in Maggiori e Minori. Il termine “Arcano” a sua volta cela un significato recondito, quello di “Arca”, ovvero “custodia” in greco. Quindi si tratta di immagini che vanno custodite affinché possano essere trasmesse ai posteri.
COME FUNZIONA LA “MAGIA” DEI TAROCCHI?
E’ stato il lavoro di Carl Gustav Jung psichiatra, psicoanalista e antropologo, che, formulando i concetti dell’inconscio collettivo, le teorie delle immagini archetipe e della sincronicita’, ha legittimato la pratica della lettura dei tarocchi. Grazie a questi precetti Jung avvalora i Tarocchi (anche)a strumento per mettersi in contatto con il proprio se’ interiore.
LA SINCRONICITÀ
Durante il secolo scorso Jung era alla ricerca di una teoria che potesse collegare i fenomeni fisici a quelli psichici, Elaborò quindi quella che fu la prima spiegazione moderna dei fenomeni fisici collegati agli archetipi. Secondo Jung la sincronicità è <<rintracciabile nella tradizione filosofica del neoplatonismo. Già Platone sosteneva l’esistenza di una realtà intelligente, le idee, che formano e indirizzano quella materiale, in maniera tale che i fenomeni della natura risultano collegati tra loro da una legge superiore che egli denominava dialettica
IN CHE MISURA LA SINCRONICITA’ HA A CHE FARE CON L’USO MANTICO DEI TAROCCHI?
Dal punto di vista del pensiero e delle relazioni umani studiare i fenomeni con il solo metodo di causa – effetto è altamente limitativo in quanto non tiene conto del concetto di significato. Tale “significato” può essere una delle connessioni sfuggenti alle logiche puramente materialiste, per le quali certi fenomeni quai l’astrologia o la cartomanzia appaiono del tutto prive di senso.
Sarà capitato a tutti un’infinità di volte di pensare a una persona e di incontrarla poco dopo e, magari, la sera di assistere alla visione di un film il cui protagonista si chiamava come la persona appena incontrata. Qualcosa di simile era accaduto anche a Jung, ma in maniera così evidente da indurlo a formulare quella teoria, nuova ma attendibile. Jung si trovava a passeggiare sulla riva del lago di Costanza; era il primo aprile, giorno dedicato al famoso pesce, e, quasi evocato da quella data, un pesce saltò fuori dall’acqua proprio sotto i suoi occhi. Di lì a poco, proseguendo la passeggiata, incontrò un vecchio amico, un tale di nome Pesce. Tre eventi, tre situazioni, tutte collegate al pesce e tutte apparentemente casuali, si erano verificati nello stesso luogo e nel giro di pochi minuti; in realtà di casuale non c’era proprio nulla: era stato il principio della sincronicità, che lega uno all’altro fatti apparentemente indipendenti, a farli convergere proprio in quel luogo e in quel preciso momento.

Lo stesso principio nei Tarocchi fa scegliere al consultante proprio quella lama, e non un’altra, aderente alla propria situazione ed evoca alla mente dell’indovino proprio quell’idea, e non un’altra, in risposta al quesito affidato alle carte.
A CHI SI RIVOLGONO I TAROCCHI?
Per loro stessa natura i 78 Arcani dei Tarocchi non conoscono un limite di pubblico. Per intenderci chiunque voglia “guardarsi allo specchio” attraverso questo mezzo può accedervi, purché abbia l’umiltà di affacciarvisi con un discreto spirito di osservazione e ascolto.
QUANDO FARE UNA LETTURA?
Riconoscere il momento più adatto ad una lettura significa avere chiara la domanda da porre al cartomante. E’ noto che più una cosa è sentita tanto più la stessa tenderà a manifestarsi, lo stesso vale per ciò che in gergo si dice “Aprire le carte”. Più la vostra domanda è sentita più ne troverete riscontro durante la lettura.