Sabato 15 ottobre, alle ore 18:30, saremo lieti di ospitare Adrian Bravi, in dialogo con Reinhard Sauer, per la presentazione del suo ultimo libro: “Verde Eldorado”.
Il libro parla di Ugolino che vive prigioniero di un cappuccio perché un incendio l’ha sfigurato e, nell’urbanissima Venezia del 1526, la deturpazione è una vergogna da celare, un orrore, il memento delle disgrazie con cui la vita può travolgere. Ma il ragazzo non può restare a lungo nella stanza dove si rintana. Non tollerando la sua presenza, il padre decide di imbarcarlo nella spedizione di un amico che ormai può fregiarsi del titolo di Piloto Mayor: Sebastiano Caboto.
Il 3 aprile del 1526, Ugolino è sull’ammiraglia di Caboto. La rotta è quella per le Isole Molucche in Indonesia, ma laggiù il leggendario navigatore non arrivò mai. Caboto viene meno al contratto con la Corona di Spagna per inseguire il racconto di alcuni sopravvissuti di una passata spedizione che narrano di una città fatta di oro e argento. Dapprima la flotta si addentra nel Río de la Plata, poi risale i fiumi Paraná e Paraguay. Ed è navigando il Paraguay che Ugolino cade prigioniero di una tribù indigena insieme a quattro compagni, immediatamente squartati e divorati. Invece lui, liberato dal cappuccio, viene risparmiato proprio grazie al viso deturpato perché loro, gli indios, in quei segni sul volto leggono il tocco dei Karai, i signori del fuoco.
Inizia allora per il ragazzo una convivenza con gli indigeni che è scoperta di una natura, di una cultura, di un’umanità, di una lingua da imparare e da comprendere senza tornaconti o pretese. Perché in quei territori che figurano appena sulle mappe dell’Occidente c’è tutta una vita da apprezzare, a patto di rovesciare le abituali prospettive sul mondo. Una vita che vibra in ogni centimetro di realtà e nel corpo di Giorgina, la ragazza che più di ogni altra creatura dà senso al radicarsi di Ugolino, spingendolo a chiedersi quale sia il senso ultimo della creazione.
Reinhard Sauer è nato in Germania ma vive a Macerata da più di trent’anni, lavora come lettore di tedesco a lingue e letterature straniere presso il dipartimento di studi umanistici di Unimc.
Adrián N. Bravi è nato a Buenos Aires e lì ha vissuto fino alla fine degli anni ’80, quando si è trasferito in Italia per proseguire i suoi studi in filosofia. Laureato all’Università degli Studi di Macerata, oggi ci lavora come bibliotecario. Nel 1999 ha esordito come narratore in lingua spagnola ma poi ha scelto di scrivere in italiano. Tra i suoi romanzi: La pelusa (Nottetempo, 2007), Sud 1982 (Nottetempo, 2008), Il riporto (Nottetempo, 2011) finalista al Premio Comisso 2012, L’albero e la vacca (Feltrinelli, 2013) vincitore del Premio Bergamo 2014, L’idioma di Casilda Moreira (Exòrma, 2019) e Il levitatore (Quodlibet, 2020). I suoi libri sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo e arabo.
L’evento è gratuito e la prenotazione non è obbligatoria; in caso di pioggia si terrà al chiuso. Per info 3386045566